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Esistono perché ci piace farli esistere? Perché non ce la facciamo a sentirci soli? O perché in fondo si tratta della favola più affascinante di tutte, del mistero che tutti vorremmo chiarire e che nessuno è in grado di negare?

Chiariamolo subito, ci sono solo due possibilità, o siamo soli nell’Universo o non lo siamo: entrambe sono ugualmente terrificanti. 

Personalmente voglio credere che ci siano altri organismi viventi da qualche altra parte – sarebbe una responsabilità enorme saperci unici nell’Universo e solo pensarlo ci riporta a tempi antichi, a quando credevamo che la terra fosse al centro dell’Universo, ai terrapiattisti, insomma è antistorico. E poi credo che sarei molto contento di incontrare altre forme di vita sviluppate.

Prima di partire in questa breve rassegna di aggiornamenti, va detto che non è solo il popolino alla ricerca degli UFO ma anche personaggi importanti: si va per esempio da John Lennon, che dichiara di averli visti volare su New York

Ma non si tratta solo di artisti, sui quali potrebbe aleggiare qualche sospetto di “eccesso di fantasia creativa” bensì di tutti i tipi di alti profili, fra cui parecchi Presidenti degli Stati Uniti. Uno di loro è Jimmy Carter, che avvistò gli UFO in Georgia ai tempi in cui era già governatore:

E se un “Democratico” non vi bastasse ancora, anche il più grande liberalizzatore dell’epoca moderna e “Repubblicano” convinto, Ronald Reagan, dichiarò di aver avuto degli avvistamenti stando a bordo di un Cessna Citation – e, in tempi più recenti, è stato Barack Obama a parlarne e a stabilire che il mistero andava chiarito e spiegato a tutti, che non dovesse rimanere, se mai lo era stato, un segreto militare (nota a margine: il successivo Presidente, Trump, si è affrettato ad accusarlo di aver divulgato segreti di stato!): 

E dunque: esistono o non esistono? Se esistono, perché visitano la terra? Le loro intenzioni sono amichevoli o no? Ma soprattutto, cosa sappiamo per davvero sugli UFO?

Nel 2007, il Pentagono ha istituito in modo molto discreto il Programma di Identificazione delle Minacce Aerospaziali Avanzate, che raccoglie dati su Fenomeni Aerei Inesplicabili, o “UAP” (prima erano gli UFO, con più letteratura, e di fatto così continuiamo a chiamarli).

Nel giugno del 2021, il governo degli Stati Uniti ha pubblicato un atteso rapporto sugli UFO. Sebbene questo non abbia confermato l’esistenza di piccoli uomini verdi ha però rivelato che molti oggetti apparsi nei cieli non potevano essere identificati. Alcuni di questi rappresentavano “una questione di sicurezza dei voli e potrebbero costituire una sfida per la sicurezza nazionale”. 

Il rapporto non ha fornito indicazioni che abbiano potuto confermare fenomeni “non terrestri” per gli avvistamenti – ma nemmeno li ha esclusi: ciò ha attirato l’attenzione degli appassionati di stelle e dei teorici della cospirazione. 

Se anche i militari stanno indagando seriamente sugli UFO / UAP e il rapporto ufficiale non esclude l’esistenza di extraterrestri, è forse arrivato il momento di riconsiderare le affermazioni di incontri ravvicinati del terzo tipo e delle persone che li hanno vissuti. 

Anzitutto chiariamo un punto. Più o meno, gli UFO sono stati “inventati” nel 1947: prima non esistevano – almeno non nella forma in cui li immaginiamo oggi (ma testimonianze di “UFO” risalgono a qualunque civiltà). L’entusiasmo per gli UFO e per ET ha permeato la cultura popolare da quando un pallone dell’aeronautica militare degli Stati Uniti si schiantò appunto nel 1947 nel New Mexico vicino a Roswell, in quella che oggi è nota come “Area 51”: i teorici della cospirazione scambiarono il pallone per un UFO e il governo statunitense fece un pessimo lavoro nello smentire queste affermazioni, che catturarono rapidamente l’immaginazione del pubblico tanto da essere notissime ancora oggi, quasi ottant’anni dopo. 

In Italia la cultura degli UFO si è diffusa in particolare alla fine degli anni sessanta anche grazie alla RAI e alla serie televisiva UFO (una nota a margine: trattandosi di una storia ambientata nel “futuro” – gli anni ottanta, meno di due decenni successivi al telefilm – alcune cose erano nel frattempo cambiate modernizzandosi: in quel futuro, che sarebbe oggi oltre quarant’anni fa, in Inghilterra le automobili si sarebbero finalmente guidate a destra ma … non è andata proprio così ..!). 

In anni più recenti si è assistito a un ritorno senza precedenti della cultura UFO. Nel 2017, quando Oumuamua, un oggetto interstellare, è apparso nel nostro sistema solare, la maggior parte degli scienziati ha convenuto che si trattasse di un asteroide o di una cometa – ma alcuni hanno affermato che avrebbe potuto essere invece un’astronave aliena. La teoria del complotto è sempre più affascinante di una verità da rasoio di Occam. 

Sempre nel  2017 gli organi di stampa rivelarono che il Pentagono aveva un programma segreto dedicato alla catalogazione degli UFO. A quel punto la NASA ha deciso di intervenire sull’argomento dopo anni in cui si era tenuta alla larga dal tema e ha convocato un team per considerare gli UFO come una “prospettiva scientifica”.  

Arrivando quasi a oggi, nell’ultima settimana di febbraio 2024 tre testimoni si sono presentati davanti al Congresso americano per riferire circa le loro esperienze con oggetti volanti non identificati: un ex pilota della Marina ha parlato degli oggetti misteriosi che ha visto con i propri occhi e attraverso il radar, e della frequenza con cui i piloti li incontrano; un comandante della Marina in pensione ha descritto la volta in cui ha avvicinato il suo jet a un oggetto a forma di caramella sospeso sull’oceano, per poi vederlo improvvisamente accelerare e svanire. Le osservazioni più attese, tuttavia, sono arrivate da un ex ufficiale dell’intelligence militare che ha dichiarato che il governo americano ha passato decenni a recuperare in segreto veicoli misteriosi che si sono schiantati al suolo – stabilendo che il materiale era di origine “non umana”. 

Ma come nelle precedenti occasioni, anche questa volta non ci sono state grandi rivelazioni e nessuna risposta alle domande che ci siamo posti in apertura dell’articolo. 

Il clamore suscitato da questi rapporti e presentazioni pubbliche suggerisce che, proprio come accadeva alla fine degli anni ’40, quando le storie di dischi volanti affascinavano il mondo, la febbre degli UFO indica che le persone ritengano che i loro governi sappiano più di quanto si lascia intendere.

In realtà tutto questo si verifica in concomitanza con un cambiamento nella conoscenza pubblica dell’universo oltre la Terra, il che potrebbe aiutare a spiegare l’interesse verso UFO e alieni. Mentre negli anni ’40 gli unici pianeti che conoscevamo erano quelli attorno al nostro sole, più di recente gli scienziati avevano stabilito che esistono galassie diverse dalla nostra. Oggi gli astronomi hanno scoperto migliaia di esopianeti e i telescopi possono osservare quasi tutto il percorso del tempo, fino al Big Bang. Di fronte a così tante meraviglie, la questione se le stiamo condividendo con qualcun altro diventa più urgente e potrebbe sembrare più risolvibile: le persone sembrano interessate, più che impaurite, dalla possibilità di contatto alieno.

La prospettiva di intrusi extraterrestri in definitiva è passata da essere esclusivamente una questione di sicurezza ad invece essere una probabilità scientifica. Il che chiama fondi per la ricerca, dunque un po’ di pubblicità non guasta e le Università iniziano a aprire dipartimenti dedicati allo studio di esopianeti lontani, naturalmente con il supporto di generosi finanziamenti pubblici. E finora sono stati catalogati oltre seimila esopianeti, alcuni con caratteristiche abbastanza simili a quelle della Terra.

Qualcosa, intanto, lo abbiamo trovato: uno dei segnali più intriganti che degli alieni intelligenti possano esistere è il cosiddetto segnale “Wow”, un segnale radio. Non è una prova definitiva, ma di certo è un episodio inspiegabile: l’astronomo Jerry Ehman nel 1977 analizzò un segnale del radiotelescopio dell’università dell’Ohio, annotando accanto al dato la parola “wow”. Era un’onda radio della durata di ben 77 secondi, trenta volte più intensa del rumore di fondo dell’universo. La ricerca di altri segnali radio dal cosmo, un possibile messaggio lanciato dagli alieni nella nostra direzione, da allora non si è mai fermata. 

Dal punto di vista pratico, trovarci è per davvero cercare l’ago nel pagliaio: siamo un piccolo pianeta, parte di un piccolo sistema, inserito marginalmente in una galassia non particolarmente grande eppure composta da miliardi di stelle. Trovarci è effettivamente complesso eppure, contrariamente a qualunque timore, siamo noi ad aver dato indicazioni per trovarci: in una sonda voyager abbiamo infatti messo la mappa di dove ci troviamo, il nostro indirizzo. Se poi qualcuno ci busserà alla porta, non lamentiamoci!

Insomma, sarebbe davvero fantastico avere testimonianze significative dell’esistenza di navi e piloti alieni: ma non è quello che abbiamo, al di là di alcuni bellissimi film. 

Oggi abbiamo affermazioni straordinarie: mancano invece prove straordinarie.

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